Come vi avevo preannunciato, lunedì 20 aprile si è svolto a Genova, organizzato dal Circolo L'Oblò (presieduto dal dott. Massimo Nicolò), un convegno sul tema "La politica nella rete - riflessioni sul rapporto tra legge ed internet: limiti e libertà".
Hanno partecipato, insieme al sottoscritto, l'ing. Enrico Castanini (presidente sez. informatica Confindustria Genova, membro consiglio direttivo Assinform), l'ing. Alberto Clavarino (amministratore unico Soloinrete srl), l'avv. Daniele Minotti (blogger, esperto di diritto delle nuove tecnologie), il dott. Matteo Rosso (consigliere regionale della Liguria - Pdl) e il prof. Guido Scorza (presidente Istituto per le politiche dell'innovazione). E' intervenuto anche l'on. Franco Malerba (primo astronauta italiano, già europarlamentare, oggi delegato italiano presso l'Ocse). Ottimo moderatore il dott. Antonio Preziosi (giornalista parlamentare RAI).
Purtroppo, nonostante fosse prevista la loro partecipazione, non sono riusciti a venire l'on. Antonio Palmieri (responsabile internet Pdl), impegnato in una importante riunione a Milano, e l'avv. Marco Pancini (responsabile relazioni istituzionali di Google Italia), che ha ricevuto la visita della dottoressa Nicole Wong, vertice mondiale degli affari legali di Google.
Credo sia stato un dibattito particolarmente interessante, si è parlato di tante cose e le opinioni espresse sono state molteplici.
Inoltre, la partecipazione del pubblico è stata straordinaria: la sala era stracolma e in molti sono rimasti in piedi o addirittura hanno ascoltato da fuori. Sappiamo tutti che non sempre, quando si parla di internet, si riesce ad avere tutta questa attenzione su di sè, ed è per questo che credo che il convegno sia stato un buon successo.
Se vi interessa, vi invito a guardare il video del convegno:

PS: nonostante fossero state fatte tutte le prove del caso, al momento buono i tecnici non sono riusciti a collegarsi all'amplificatore della sala, e sono stati costretti a registrare l'audio con il microfono ambientale. All'inizio si sente un po' di brusio di fondo, ma spero che non avrete difficoltà ad ascoltare il filmato.














3 commenti:
davvero un evento interessante! il video è lungo ma l'ho guardato tutto perchè i relatori sono stati tutti molto brillanti.
complimenti dunque!
Io partecipo sul forum del comitato contro la pirateria digitale e ho letto una cosa che mi ha non poco infastidito!(e fatto arrabbiare)
Un utente ha affermato che la privacy è uno strumento per favorire la criminalità...
Stando a questo concetto allora chi l'ha ideata sarebbe un criminale per avere vita facile. Inoltre si tocca anche la costituzione forse...
Ma guarda cosa mi tocca leggere...su un forum governativo tra l'altro!!
la politica dovrebbe forse occuparsi meno di cosa circola in rete, e più di diffondere e potenziar e Internet, agire contro il digital divid e l'analfabetismo informatico.
leggo con sorpresa su Panorama della scorsa settimana che il Governo ha creato un fondo di garanzia per le imprese. Con una dotazione da 1.5 mld a forse 4 miliardi di euro in cassa, il fondo erogherà prestiti e coprirà fidi fino a 60 miliari di euro. Un moltiplicatore pari a 25, secondo un meccanismo ben noto alle banche. Una leva finanziaria permessa dalla basa percentuale di fallimenti rispetto ai prestiti totali, che consente di ridurre al 4 o al 2% la percentuale degli accantonamenti sui depositi. In questo salvataggio delle iprese, per la ripresa del credito, interviene direttamente la Cassa Depositi e Prestiti con la sua enorme raccolta di risparmi postali.
La Commissione Caio (o altri prima del suo lavoro) ha stimato in 15 miliardi il costo di una rete ex-novo in fibra ottica che copra tutta Italia..non è pensabile un fondo di questo tipo, con una leva da 10 a 15?? una leva ritenuta prudenziale, normale (molte banche prestano da 10 a 15 volte il loro patrimonio di vigilanza)
Basterebbe un miliardo di euro di dotazione per finanziare un'infrastruttura, che a imprese e cittadini è altrettanto essenziale per uscire da questa crisi.
dalle teorie di Keynes è noto che il maggior incremento del reddito nazionale non si ottien nè con la spesa in deficit nè col taglio alle tasse per favorire gli investimenti delle imprese, ma con l'intervento diretto dello Stato. La spesa pubblica si impone con più forza quando nessun privato è disposto a investire
complimenti per gli interventi!
sandro cerruti
Posta un commento