*** Leggi il post fino alla fine, c'è un aggiornamento! ***
In questi giorni ho ricevuto molti messaggi (ed anche alcuni commenti qui sul blog) in cui mi si chiedeva cosa pensassi dell’emendamento proposto dal senatore dell’Udc Giampiero D’Alia.
A tutti ho risposto che, dal punto di vista tecnico, tale emendamento mi pare scritto male, ed anche pericoloso per la libertà della rete: c’è il rischio - ad esempio - che per oscurare una singola pagina di Facebook (inneggiante, magari, alla mafia) si debba impedire l’accesso a tutto il social network. E questo mi pare, francamente, inammissibile.
Per questo ho atteso qualche giorno, ed ho oggi presentato alla Camera una proposta di emendamento che vuole modificare il testo del senatore D’Alia.
Il nuovo testo, che è stato scritto insieme a tecnici e giuristi esperti della materia, prevede che sia l’autorità giudiziaria (e non più il Ministro dell’interno) a disporre la rimozione (e non più l’oscuramento) del contenuto incriminato. Rimozione a cui deve provvedere l’autore del reato o, in seconda battuta, il fornitore del servizio di hosting ma, come è scritto a chiare lettere, solo quando vi sia “la possibilità tecnica di procedervi senza pregiudizio per l’accessibilità a contenuti estranei al procedimento”. Non sarà possibile, quindi, mettere in atto un “filtraggio” (termine utilizzato nel testo del senatore D’Alia) di un intero sito pur di impedire la visualizzazione di un contenuto illegale, anche se isolato. E, soprattutto, non saranno più gli ISP (ovvero i fornitori di connettività internet) a dovere provvedere all’oscuramento.
Credo che questo testo sia in grado di coniugare la necessità di impedire l’istigazione a delinquere on-line con la garanzia assoluta di democrazia e libertà in rete, e mi auguro che possa essere approvato con un’ampia maggioranza.
Ne va anche della credibilità del Parlamento, che altrimenti darebbe l’impressione di voler legiferare su argomenti tecnici senza avere le conoscenze per farlo.
***Update 28 febbraio 2009: l'Istituto per le politiche dell'innovazione, presieduto dal professor Guido Scorza (che ho avuto il piacere di incontrare nell'ambito di un dibattito organizzato da L'espresso che verrà presto trasmesso in video sul sito del settimanale), mi ha fatto sapere di avere pubblicato la mia proposta di emendamento su piattaforma wiki. A questo link è disponibile, appunto, il wiki dell'emendamento: chiunque può apportare al testo le modifiche che ritiene più opportune. Poi insieme valuteremo se e quali modifiche eventualmente pervenute saranno realmente apprezzabili e potranno quindi essere recepite dal testo. Sbizzarritevi!***













