mercoledì 29 aprile 2009

L’EMENDAMENTO D’ALIA NON ESISTE PIU’

Care amiche e cari amici,
è grandissimo il piacere con cui vi annuncio che, pochi minuti fa (a notte inoltrata), durante la riunione delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, è stato abrogato (sì, proprio abrogato!) il vituperato articolo 60 introdotto dall’emendamento proposto dal senatore D’Alia.
Vi confesso che raggiungere questa soluzione (che è, senza dubbio, la migliore possibile) non è stato facile. È stata necessaria un’intensa attività, svolta insieme a me dagli amici Antonio Palmieri e Barbara Mannucci, per convincere i colleghi Deputati ed il Governo (hanno dovuto esprimere il proprio parere il Ministero dell’interno ed il dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico). Alla fine ho presentato, insieme all’onorevole Mannucci, tre emendamenti: quello che vi ho proposto qui sul blog, un altro quasi identico che però presentava alcune differenze dal punto di vista giuridico, ed una terza versione - che è poi quella che le Commissioni hanno approvato - formata da 11 caratteri: “Sopprimerlo".
Inutile dire che è un grande successo di tutta la rete: è forse il primo, timido segnale che può farci capire come il Parlamento stia, seppur lentamente, cambiando il proprio modo di relazionarsi con il web.
Ora il testo dovrà tornare al Senato, e c’è da augurarsi che a nessuno venga l’idea di introdurre nuovamente norme incostituzionali ed illiberali.
Sono davvero molto soddisfatto, e spero che lo siate anche voi.
La battaglia per la libertà dei blog e della rete continua!
A presto.

scarica il pdf dell'emendamento approvato
PS: oggi abbiamo annunciato la nascita dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, formato da tanti Colleghi di ogni schieramento. Andate a dare un’occhiata al blog ufficiale!

giovedì 23 aprile 2009

LA POLITICA NELLA RETE: IL VIDEO DEL CONVEGNO

Come vi avevo preannunciato, lunedì 20 aprile si è svolto a Genova, organizzato dal Circolo L'Oblò (presieduto dal dott. Massimo Nicolò), un convegno sul tema "La politica nella rete - riflessioni sul rapporto tra legge ed internet: limiti e libertà".

Hanno partecipato, insieme al sottoscritto, l'ing. Enrico Castanini (presidente sez. informatica Confindustria Genova, membro consiglio direttivo Assinform), l'ing. Alberto Clavarino (amministratore unico Soloinrete srl), l'avv. Daniele Minotti (blogger, esperto di diritto delle nuove tecnologie), il dott. Matteo Rosso (consigliere regionale della Liguria - Pdl) e il prof. Guido Scorza (presidente Istituto per le politiche dell'innovazione). E' intervenuto anche l'on. Franco Malerba (primo astronauta italiano, già europarlamentare, oggi delegato italiano presso l'Ocse). Ottimo moderatore il dott. Antonio Preziosi (giornalista parlamentare RAI).

Purtroppo, nonostante fosse prevista la loro partecipazione, non sono riusciti a venire l'on. Antonio Palmieri (responsabile internet Pdl), impegnato in una importante riunione a Milano, e l'avv. Marco Pancini (responsabile relazioni istituzionali di Google Italia), che ha ricevuto la visita della dottoressa Nicole Wong, vertice mondiale degli affari legali di Google.

Credo sia stato un dibattito particolarmente interessante, si è parlato di tante cose e le opinioni espresse sono state molteplici.
Inoltre, la partecipazione del pubblico è stata straordinaria: la sala era stracolma e in molti sono rimasti in piedi o addirittura hanno ascoltato da fuori. Sappiamo tutti che non sempre, quando si parla di internet, si riesce ad avere tutta questa attenzione su di sè, ed è per questo che credo che il convegno sia stato un buon successo.

Se vi interessa, vi invito a guardare il video del convegno:

PS: nonostante fossero state fatte tutte le prove del caso, al momento buono i tecnici non sono riusciti a collegarsi all'amplificatore della sala, e sono stati costretti a registrare l'audio con il microfono ambientale. All'inizio si sente un po' di brusio di fondo, ma spero che non avrete difficoltà ad ascoltare il filmato.

mercoledì 8 aprile 2009

ANTIPIRATERIA: NON SEGUIAMO L’ESEMPIO FRANCESE

Circolano in questi giorni notizie secondo cui il Ministro Bondi avrebbe espresso l’intenzione di adottare in Italia la normativa francese sull’antipirateria, recentemente approvata dall’Assemblea nazionale.
Preoccupato da queste rivelazioni giornalistiche, ho inoltrato una interrogazione al Ministro per sapere se ciò corrisponda al vero, sottolineando come la legge francese contrasti una precedente decisione del Parlamento europeo, ed alcuni diritti inviolabili che in Italia sono garantiti dalla Costituzione e dal Codice in materia di protezione dei dati personali.
Come ho già scritto anche qui sul blog, da tempo sto lavorando ad una riforma del diritto d’autore, e certamente, prima di presentare un testo definitivo, potremo discuterne insieme: si tratta di un lavoro molto complesso e delicato, perché è necessario salvaguardare i diritti di autori ed editori e conciliarli con quelli degli utenti della rete.
È un lavoro, quindi, che va fatto coinvolgendo le parti in causa, e non adottando una normativa straniera che, per di più, ha molte cose che non vanno.
Innanzitutto, la pena mi pare inutile allo scopo, e pure troppo severa: dopo un’e-mail ed una raccomandata “intimidatorie”, l’Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti in rete (l’acronimo francese è HADOPI) può “staccare” la linea internet a chi scarica illegalmente. Il periodo dell’interruzione può variare da un mese ad un anno, e l’utente non può sottoscrivere un nuovo contratto.
Poi, la modalità con cui è inflitta (che, a dire il vero, ricorda un po’ l’emendamento D’Alia) non è da Stato di diritto: la decisione non viene presa dall’autorità giudiziaria, ma da un’Autorità amministrativa, ovvero un “braccio” del potere esecutivo. Vi pare ammissibile?
Infine, ci sono molti tecnicismi quantomeno da rivedere: intanto l’utilizzo dell’indirizzo IP per riconoscere il soggetto che scarica film o musica illegale. Come ci si comporta con chi ha avuto dall’ISP un IP dinamico? E poi, scolleghiamo un’intera azienda se un solo lavoratore usa il computer aziendale per farsi i fatti propri scaricando da eMule? A mio avviso questo sistema indurrà gli utenti più scaltri a violare le connessioni altrui o a mascherare il proprio indirizzo IP, con la conseguenza che a rimetterci saranno sempre i soliti “tonti”.
Un’altra cosa che non funziona (o, almeno, io non riesco a capire come possa funzionare) è il preventivo invio di una e-mail a chi è “beccato” a scaricare. Come fa l’Autorità a conoscere l’indirizzo degli utenti? Mica è vero che ad ogni IP corrisponde sempre un account di posta elettronica.
Infine, non dimentichiamoci dei costi! Si parla di 70 milioni di euro…
Credo che in Italia sarebbe più opportuno investire quel denaro in infrastrutture, per portare l’Adsl dove ancora non è arrivato e per realizzare una rete Wi-Fi nazionale.
Insomma, se una legge così l’avessimo fatta da noi, qualcuno l’avrebbe definita un “pasticcio all’italiana”…
Voi cosa ne pensate? Attendo, come sempre, i vostri commenti!
Ciao!

Scarica il testo dell’interrogazione in pdf

lunedì 6 aprile 2009

LA POLITICA NELLA RETE

Cari amici,
ho il piacere di informarvi che il circolo
L'Oblò di Genova organizza un convegno sul tema:

LA POLITICA NELLA RETE
riflessioni sul rapporto tra legge ed internet: limiti e libertà
Genova - Hotel Plaza
lunedì 2o aprile 2009 ore 17.30
Mi pare che l'argomento possa essere di vostro interesse, poichè si parlerà delle questioni più attuali che riguardano il mondo della rete: le varie iniziative parlamentari (Barbareschi, Carlucci, Cassinelli, D'Alia, Vita, ecc.), qual è e quale dovrebbe essere il rapporto tra il legislatore e la rete, quali sono le potenzialità della rete e come la politica può sfruttarle, eccetera eccetera.
Se avete voglia di formulare qualche domanda, potete lasciare un commento sul blog: consegnerò tutte le domande al giornalista che condurrà il convegno.
Mi auguro che potrete e vorrete partecipare in molti, ma per chi - anche per ragioni di distanza - non potrà intervenire, pubblicheremo le riprese audio/video del convegno.
Di seguito la lista dei relatori:
saluti:
intervengono:
modera:
  • dott. Antonio Preziosi - giornalista parlamentare Giornale Radio RAI, esperto di comunicazione politica e politiche dei media