lunedì 1 marzo 2010

DECRETO ROMANI: IO VE L'AVEVO DETTO…

Perdonate quel pizzico di arroganza che mi sono concesso nel titolo del post. Ma questa volta credo di poter dire con certezza di avere avuto ragione.

Quando, un mese fa, scrissi che non vi erano motivi di preoccupazione, poiché il decreto Romani non avrebbe messo in pericolo la libertà del web (di cui sono - credetemi - il più strenuo difensore), alcuni hanno accolto il mio post con scetticismo. Oggi, però, non si può più essere scettici poiché il testo definitivo del decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri, fuga ogni possibile dubbio.

La sostanza rimane pressoché invariata rispetto alla prima versione del testo: nessun vincolo, cioè, per le piattaforme amatoriali e per i siti che riproducono UGC (YouTube su tutti).

Il nuovo testo, però, ha assolutamente eliminato ogni rischio di cattiva interpretazione delle disposizioni, da più parti segnalato in precedenza. Oggi abbiamo definizioni cristalline, che non lasciano possibilità di fraintendimenti.

Leggiamo infatti l'articolo 4, comma 1:

" […] Non rientrano nella definizione di “servizio di media audiovisivo” [...] i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse; […]".

Sfido chiunque, di fronte a questo testo, ad affermare che c'è la volontà di imbavagliare siti e blog amatoriali o piattaforme libere come YouTube.

Credo che nessuno, nemmeno il più acerrimo oppositore del Governo, possa sostenere una tesi simile.

Sono quindi convinto che si debba rendere atto al Governo, al Ministro Scajola ed al Viceministro Romani dello sforzo profuso nella redazione di un testo (che, ricordiamolo, non è altro che l'attuazione di una direttiva europea, quindi un atto dovuto) che è ora il più chiaro e liberale possibile.

Resto comunque sempre qui, a disposizione di chi volesse farmi leggere nei commenti il proprio punto di vista, sia esso concorde o meno con il mio.

20 commenti:

Fox76 ha detto...

Che dire..... ottimo lavoro ragazzi !!!

Anonimo ha detto...

Poichè sono convinto che lei ami la rete così come ama la libertà e la creatività ,ho una profonda fiducia che il risultato del suo impegno, non possa che essere ottimo.Grazie.

Anonimo ha detto...

Onorevole Roberto Cassinelli,
anche Antonio Di Pietro, sul suo microblog di Twitter all'indirizzo

http://twitter.com/idvstaff

approva il Decreto Romani modificato.

Google dovrebbe ora poter sostenere, nei due processi italiani contro i propri dirigenti, di NON essere editore di YouTube e Google Video, non decidendone gli audiovisivi da pubblicare.

Anonimo ha detto...

dopo questa legge, sarebbe ottima cosa depenalizzare il reato di cho condivide in rete file protetti da diritto d'autore non per scopo di lucro.

Il carcere è sicuramente un'esagerazione fuori luogo, rispetto all'entità ridicola del fatto.

Chi conosc eun minimo i programmi come Emule, saprà che non è possible mdistinguere fra download e messa in condivisione dei file. Se non condivido niente, non scaricherò mai nulla: perchè lo impon eil software, perchè senza quest'obbligo la rete P2çP cessa di esistere.

E' del tutto priva di senso una ditinzione, come opera la norma attuale, fra chi scaica e chi mette in condivisione contenuti, almno se i due fatti avvengono contestualmente.

Confidiamo in una Sua risposta.

saluti

alessandro montefiori

Anonimo ha detto...

"servizi prestati nell'esercizio di attività precipuamente economica": cosa si intende per precipuamente? Precipuamente vuol dire solamente, strattamente, per cui un sito che svolte solamente attività economica non viene escluso. A parte i siti amatoriali, tutti gli altri siti svolgono attività economica. Secondo l'Agenzia delle Entrate un sito che pone dei banner e guadagna 3 euro, giusto per ripagare lo spazio web, svolge attività economica, cioè guadagna.
Se non è così modificate la norma e mettete un limite di guadagno.

"e": indica che devono sussistere entrambe le condizioni per essere esclusi. Una sola non basta.

"che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva": Cosa vuol dire concorrenza ? Concorrenza ha mille significati. Usiamo quello commerciale, che mi pare più appropriato. Concorrenza è la condizione di più soggetti che si muovono nello stesso mercato in competizione tra loro. Un sito che fa informazione (ad esempio) fa quindi concorrenza ad un giornale online, come un sito che produce o immette video fa concorrenza al sito della Rai. Che poi quel sito guadagni 3 euro, e la Rai milioni, è solo un problema quantitativo. Anche qui o si mette un limite oppure il concetto è estensibile a tutti.

"quali": generalmente gli esempi sono esempi, non contano più di tanto. E' la parte normativa che conta. Comunque vediamo anche gli esempi.

"siti internet privati": il sito di Mediaset che distribuisce i suoi programmi a pagamento è un sito privato a tutti gli effetti. Questo inciso quindi non ha alcun senso.

"servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati": siti aggregatori di video, come Vimeo o Youtube hanno video generati da utenti privati, ma non solo. Su quei siti si trovano video di tutti i tipi, compreso trailer di film immessi dai produttori direttamente, canali politici, video di organizzazioni non governative ecc... Dobbiamo verificarli tutti per vedere se YT rientra o no ?

"a fini di condivisione o di scambio": quindi YT non è escluso, perchè alcuni video, molti per lo più, non sono affatto per condivisione, sono pubblicità, hanno finalità commerciali, di informazione, ecc...

"nell'ambito della comunità di interesse": l'inciso mira ad escludere siti che hanno ambiti delimitati, territorialmente oppure per materia. I siti che non hanno un target specifico, cioè si rivolgono ad un pubblico indiscriminato (come YT) non sono eslusi, quindi, dal dover soggiagere al decreto, per cui su di essi si applica la responsabilità editoriale. Infatti, a differenza della direttiva europea, il decreto richiama solo in un punto la direttiva ecommerce, cioè solo per definire il "fornitore di servizi interattivi associati" individuandolo in chi "fornisce servizi della società dell’informazione ai sensi dall’articolo 2 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n . 70". Per il resto, quindi, si applica la responsabilità editoriale.
Saluti

Roberto Cassinelli ha detto...

@Alessandro Montefiori: da tempo sostengo la necessità di riformare il diritto d'autore, che oggi si basa su norme obsolete e troppo restrittive, ma il lavoro di chi ha creato l'opera deve comunque essere remunerato. In quest'ottica, non credo che l'intervento da lei proposto possa essere utile se assunto in modo isolato. Credo sia piuttosto necessaria ed opportuna una riforma organica dell'intera materia.

@Anonimo (3 marzo ore 19.41): precipuamente = principalmente.
La parte che segue "quali" fa parte del dettato normativo, non si limita ad essere una sfilza di esempi messi lì tanto per fare.
Su tutto il resto ho già scritto nei commenti al post precedente.

Anonimo ha detto...

@On. Cassinelli: La ringrazio per la risposta, veloce e sintetica come di consueto.

E' chiaro, come dice, che la materia è complessa e occorre una riforma organica, cui, mi pare di capire, si stà lavorando.

Trovo molto positivo che sia sostanzialmente d'accordo sul fatto che siano eccessive e vadano depenalizzate le sanzioni penali per chi mette in condivisione contenuti protetti, senza ricavarne lucro.

Saluti

Alessandro Montefiori

Anonimo ha detto...

@On. Cassinelli
appunto, ho esaminato i dubbi che riguardano la parte normativa dopo "quali". Siti privati quali sono ? Fini di condivisione e di scambio ? Comunità di interesse ? Una spiegazione la dobbiamo attendere dall'AgCom, o direttamente nei tribunali dai giudici ?

E' un dato di fatto che YT non viene escluso e sarà sottoposto a responsabilità editoriale, come da decreto. Fa attività economica, fa concorrenza alla TV (eccome, visto che molti vedono i video del GF su YT!!!), è però un sito privato (ma anche Mediaset, per cui questo parametro mi sa che dovrà essere interpretato diversamente dall'accezione comune), fornisce contenuti generati non solo da utenti privati e non solo per condivisione e scambio, ma anche per attività economica, pubblicità, informazione, critica, discussione ecc....
Più chiaro di così!

Precipuamente = principalmente ? Ok!
Quanto deve guadagnare un sito per svolgere principalmente attività economica ? 10, 100, 1000 euro ? 1 milione ?
Un sito che fa solo attività economica, ma guadagna 100 euro all'anno, è, siamo d'accordo, un pessimo sito, ma sarà sottoposto al decreto. A me non pare una buona cosa paragonare il sito della Rai con quello di pinco pallino che guadagna 100 euro anche se fa principalmente attività economica.
Ribadisco, il decreto è tutto fuorchè chiaro, penso che gli italiani abbiano il diritto di avere una volta tanto una legge che sia comprensibile al momento in cui entra in vigore, invece di dover attendere l'AgCom che spieghi i contenuti della legge).
Anonimo 19:41

Marco D. ha detto...

Mi scusi per l'ignoranza On. Cassinelli, ma a che scopo è stata fatta questa legge? Quali sono i suoi obbiettivi? i diritti delle TV non vengono già tutelati?
Grazie!

ildiluvio ha detto...

Seguo il suo blog in modo discontinuo tanto per vedere i progressi in 2 anni di suo "impegno riaguardante i BLOG e la difesa dei Blogger.
qualche proposta di legge è diventata legge?
il lavoro che lei ha fatto insieme ai blogger è stato reso atto con una legge dopo le sue proposte?

Matteo ha detto...

Complimenti per il blog che scopro solo ora grazie a Blogosfere.
Sono entrato tutto eccitato in questo spazio per leggere ciò che i deputati pdl pensano delle falsità (dato che i video presenti sul web dimostrano che sono state solo falsità) che ha pronunciato ieri il nostro primo ministro. Eppure qua non ho trovato nulla. Un commento sull'accaduto?

Roberto Cassinelli ha detto...

@Anonimo (4 marzo ore 20.21): ho già spiegato compiutamente qual è la mia opinione, evidentemente abbiamo idee diverse in merito.

@Marco D.: il decreto Romani è l'attuazione dovuta di una direttiva europea.

@ildiluvio: credo di averle risposto già qualche tempo fa, quindi non ripeto le cose già scritte. Ma vorrei precisare che buona parte del lavoro di un deputato si svolge "dietro le quinte": si tratta di sensibilizzare i colleghi e i ministri su determinati temi. Ad esempio, per l'autodisciplina su internet e per lo stesso decreto Romani ho dialogato con il Ministro Maroni ed il Viceministro Romani. Sto cercando di far recepire alcuni principi di mie precedenti proposte di legge in atti che so essere allo studio del Governo. Vedrà che i frutti del nostro lavoro si vedranno, ma ci vuole tempo, perché stiamo parlando di legiferare, non di una scampagnata.

@Matteo: come lei stesso scrive, è nuovo di questo blog, altrimenti saprebbe che qui non parlo mai di politica, ma solo di iniziative (anche politiche e parlamentari) che riguardano direttamente internet e la rete. Comunque, visto che mi chiede un commento, non mi tiro certo indietro: non ho seguito personalmente la presentazione delle liste in Lazio e Lombardia. Me ne sono occupato in Liguria, dove non c'è stato alcun disguido. Certamente ci sono state ingenuità da parte dei responsabili del Pdl, così come dall'altra parte non c'è stata collaborazione: anzi, tutt'altro! Ma viviamo in democrazia ed è giusto che gli elettori del Lazio e della Lombardia possano trovare sulla scheda il primo partito italiano. In un modo o nell'altro, è questo il risultato da raggiungere.

Anonimo ha detto...

Dopo le interessanti notizie che arrivano dall'inchiesta di Trani, sul funzionamento (??!!) dell'AgCom, siamo proprio sicuri di volere questo decreto Romani che consegna un potere regolamentare enorme proprio all'AgCom ?

ifarabutti ha detto...

curriculum giudiziario di berlusconi:

http://ifarabutti.wordpress.com/2010/03/17/curriculum-giudiziario-di-berlusconi/

Anonimo ha detto...

leggermente OT. Mi permetto un breve intervento su una proposta di legge che è passtaa per questo blog, quella di interodurre sanzioni per maltrattamento di animale ai senzatetto che utlizzano cani per chiedre l'elemosina., o comunque ania,mli malati e malnutriti.

Lo stesso tema è affrontato da ordinanze in questo senso restrittivo da parte di varie città italiane.

Vorrei che la proposta di legge ribadisse che in sè l'utilizzo di un animale non è reato, anche se questo è teso a suscitare compassione e aumentare le elemosine a favore dei poveri. Che non sia, insomma, un ritorno al reato di accattonaggio, fattispecie di accattonaggio fraudolento, art. 670 del codice penale, interamente soppresso dalla corte Costituzionale nel 2005.

Per equità, e perchè la stessa legge non si adi nuovo dichiarat incostituzionale, sarebeb bene affermare che la detenzione di aniamali anche da parte di persone nullatenenti e/o per questuare non è in sè un reato, mentr eloè il maltrattamento.

A nulla rileva che l'assenza di reddito sia precondizione per avere un animale malato e malnutrito. Per sottrarre l'animale e affidarlo a terzi, deve essersi verificato il fatto specifico.

ringrazio per l'attenzione

alessandro montefiori

Anonimo ha detto...

Con nuovi poveri che la crisi stà creando, non è certo opportuna una legge che toglie gli animali ai senzatetto, senza pensare per niente a chi vie in miseria.

L’animale significa compagnia, calore e difesa per chi non ha niente; se non è nutrito e curato, ed è contro il decoro urbano, dipende anche dalla miseria del padrone, ma per lui è importante, e di questo la legge dovrebbe tenere conto.

La Lega aveva proposto, purtroppo senza seguito, un albo nazionale per i senzatetto, che avrebbe permesso di concedere parecchi di questi diritti elementari.

Almeno due proposte:

1. per la scelta del domicilio sanitario eliminare l’obbligo della residenza, annoso problema per i senzatetto, che i Comuni tendono a non riconoscere o a limitare, per non caricarsi il costo sociale dell’assistenza a queste persone. Già oggi residenza e domicilio sanitario sono separati. Si tratta di introdurre una nuova causale, apposita per i senzatetto, per scegliere il domicilio sanitario, non privandoli del medico di base, delle esenzioni dai farmaci e dalle visite specialistiche. La norma dovrebbe:

*applicarsi alle persone fisiche
** il cui nucleo famigliare non ha un immobile di residenza
**hanno un ISEE annuo non superiore al reddito della pensione sociale
**non è composto da locatari di beni immobili (non sono in affitto), o beneficiano dell’edilizia pubblica
**non sono proprietari (locatori e non) di beni immobili (anche se gli immobili non hanno i requisiti dell’abitabilità, il reddito derivante è da ritenersi sufficiente a un cambiamento verso una destinazione d’uso residenziale)

*obbligare l’interessato a chiedere la residenza nel Comune dove elegge il domicilio sanitario
*prescindere dalla concessione della residenza, e concedere il domicilio sanitario, sia quando la domanda è in fase di approvazione, che nell’eventualità che venga respinta o accolta altrove

2. convenzione con l’Associazione Bancaria Italiana, o con le banche per il microcredito, per la concessione gratuita di un conto base-“patti chiari”, 0 spese e 0 interessi (come i conto giovani per chi ha meno di 35 anni). Sembra secondario, ma la mancanza di un conto corrente impedisce a chi ne ha diritto di farsi pagare la pensioni e indennità da INPS e INAIL.


saluti
alessandro montefiori

Anonimo ha detto...

una proposta di legge per chi ha ac ara la banda larga nel nostro Paese

perchè non riconoscere la banda larga come servizio universale

http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=657

Anonimo ha detto...

suggeriamo anche dove reperire i fondi. Tassiamo gli operatori di telefonia? invece di incentivi economici vari, USIAMO IL BASTONE..

se non partecipano alle società pubbliche per portare la banda larga in Italia, CON SOLDI PROPRI, sarà tassata fino a un gettito maggiore del contributo che era chiamata a dare volontariamente.

basta vedere i rincari delle tariffe: canone obbligatorio di 0 euro per la linea solo dati dai 30 ai 40 euro per passare da un piano adsl a uno flat o viceversa (40 euro per cambiare piano tariffario)

Anonimo ha detto...

Onorevole Roberto Cassinelli,
l'Onorevole Paolo Romani sembra stare rivelandosi una brava persona perché, oltre ad avere corretto le storture del proprio decreto sui servizi media audiovisivi, ha appena ottenuto un nuovo grande successo:
la risoluzione definitiva (si spera) del lungo problema di Europa 7 che, oltre alla frequenza E8 della banda VHF III, avrà alcune frequenze aggiuntive per coprire l'80% del territorio italiano come originariamente previsto dalla gara vinta da Europa 7 nel 1999 per l'assegnazione delle frequenze.
Francescantonio Di Stefano, proprietario di Europa 7, sta ora progettando la linea editoriale di quest'ultima e prevede di iniziarne le trasmissioni all'inizio di Giugno 2010, non specificando se in analogico e/o in digitale terrestre.
Maggiori informazioni all'indirizzo:

http://www.millecanali.it/raggiunto-laccordo-per-europa-7/0,1254,57_ART_6313,00.html

Beppe Grillo, Claudio Messora e Antonio Di Pietro ne saranno felici.

Luigi Di Liberto ha detto...

Dopo che attraverso quel decreto AGCom stava per partire il mostro, non ancora sventato ed appena per ora contenuto, lei continua ad assere convinto che, per il semplice fatto che fosse stato allora ammorbidito, sia un buon provvedimento? Davvero afferma che recepiva solo la direttiva europea e non inseriva norme altre? Inoltrew non ricorda che nel frattempo, oscurata da questa polemica, quel decreto ha svantaggiato Sky in tema di pubblicità? Chi ne trae beneficio dagli svantaggi commerciali di Sky?