Perdonate quel pizzico di arroganza che mi sono concesso nel titolo del post. Ma questa volta credo di poter dire con certezza di avere avuto ragione.
Quando, un mese fa, scrissi che non vi erano motivi di preoccupazione, poiché il decreto Romani non avrebbe messo in pericolo la libertà del web (di cui sono - credetemi - il più strenuo difensore), alcuni hanno accolto il mio post con scetticismo. Oggi, però, non si può più essere scettici poiché il testo definitivo del decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri, fuga ogni possibile dubbio.
La sostanza rimane pressoché invariata rispetto alla prima versione del testo: nessun vincolo, cioè, per le piattaforme amatoriali e per i siti che riproducono UGC (YouTube su tutti).
Il nuovo testo, però, ha assolutamente eliminato ogni rischio di cattiva interpretazione delle disposizioni, da più parti segnalato in precedenza. Oggi abbiamo definizioni cristalline, che non lasciano possibilità di fraintendimenti.
Leggiamo infatti l'articolo 4, comma 1:
" […] Non rientrano nella definizione di “servizio di media audiovisivo” [...] i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse; […]".
Sfido chiunque, di fronte a questo testo, ad affermare che c'è la volontà di imbavagliare siti e blog amatoriali o piattaforme libere come YouTube.
Credo che nessuno, nemmeno il più acerrimo oppositore del Governo, possa sostenere una tesi simile.
Sono quindi convinto che si debba rendere atto al Governo, al Ministro Scajola ed al Viceministro Romani dello sforzo profuso nella redazione di un testo (che, ricordiamolo, non è altro che l'attuazione di una direttiva europea, quindi un atto dovuto) che è ora il più chiaro e liberale possibile.
Resto comunque sempre qui, a disposizione di chi volesse farmi leggere nei commenti il proprio punto di vista, sia esso concorde o meno con il mio.













